Si definisce Biologia Ambientale quella disciplina che si dedica allo studio scientifico delle Piante e degli Animali finalizzato alla Conservazione e all’Uso sostenibile dell’Ambiente.

Conservazione dell’Ambiente: l’insieme degli interventi analitici, conoscitivi, progettuali ed operativi necessari al mantenimento nello spazio e nel tempo delle risorse biotiche e/o abiotiche che costituiscono l’Ambiente.
Uso sostenibile dell’Ambiente: l’insieme degli interventi analitici, conoscitivi, progettuali ed operativi necessari alla raccolta di beni e servizi da risorse biotiche e/o abiotiche senza che sia compromesso il loro mantenimento nello spazio e nel tempo.

Lo Studio WILDLIFE svolge attività di:

— Ricerca scientifica e tecnica nell’ambito della conoscenza di base, della conservazione  e, soprattutto, dell’uso sostenibile di risorse biotiche (flora & fauna) e del paesaggio al  fine di ottenere beni, servizi, utile e occupazione da tali materie prime d’Italia; attività applicabili, in effetti, a qualsiasi area del Pianeta provvista di dette materie prime.

— Consulenza scientifico-tecnica; progettazione; informazione; comunicazione; didattica docenza; conseguenti, connesse, interagenti con la suddetta attività primaria.

Si tende ad una particolare coerenza con i temi primari e strategici di EXPO Milano 2015: Nutrire il Pianeta; Energia per la Vita (Feeding the Planet; Energy for Life).

Proponendo due tipologie di obiettivi, strettamente connesse e interattive:

1) componenti primarie del paesaggio, degli ecosistemi, degli agrosistemi, degli antroposistemi che hanno assunto connotazioni critiche, tanto da essere percepite, e  funzionare, da “problemi”, ambientali, economici, sociali, culturali, et cetera (cave, miniere, discariche, dismesse o abbandonate; aree industriali, artigianali, di servizio, dismesse, abbandonate, degradate; spazi di risulta urbani e extraurbani; et cetera) sono  convertite in “risorse” capaci di fornire beni, servizi, utile, occupazione;

2) sempre più vaste aree rurali non più “viste” e “sentite” come risorse primarie per  effetto di profondi e rapidi cambiamenti nel mercato locale, nazionale, europeo,  mondiale, definibili “abbandonate”, possiedono risorse spontanee in accrescimento  quali-quantitativo sulle quali si basa una versione moderna di “paleolitico” capace di  convertire tali risorse spontanee in beni, servizi, utile, occupazione.

Bernardino Ragni, già ricercatore di Biologia animale e professore di Zoologia ambientale e di Gestione faunistica presso l’Università di Perugia, è esperto di biologia e conservazione dei tetrapodi, uso sostenibile e conservazione delle risorse naturali viventi, del paesaggio e del territorio.Svolge attività accademica e professionale in collaborazione con amministrazioni centrali e periferiche dello Stato. Autore e coautore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche e specialistiche, è membro della Species Survival Commission e del Cat Specialist Group dell’IUCN, The World Conservation Union, nonché fondatore della Società Italiana di Biologia Ambientale.