WILDLIFE ECONOMY-NUOVO PALEOLITICO ovvero mettere a frutto una materia prima inaspettata e rinnovabile”

Presieduta e coordinata da Marina Sereni, Vicepresidente della Camera dei Deputati;

Bernardino Ragni, Autore;

interventi specifici di:

Andrea Sisti, presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali (CONAF) e della Asociacion Mundial de los Ingenieros Agronomas – World Association of the Agronomists (AMIA-WAA);

Francesco Bongiovanni, Dirigente Ufficio Produzioni animali Mipaaf;

Chiara Braga, della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei deputati;

Massimo Fiorio, Vice Presidente della XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati;

Leana Pignedoli, Vice Presidente della IX Commissione (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato della Repubblica.

12 Aprile 2016

Vicepresidenza della Camera dei Deputati; Montecitorio, Repubblica Italiana

Palazzo Montecitorio, Sala Aldo Moro, Roma


Fauna selvatica: una risorsa che può essere messa a frutto dal punto di vista economico attraverso una gestione sostenibile e intelligente

La Wildlife Economy, questo il tema dell’incontro che si è tenuto martedì 12 Aprile 2016 a Roma nella Sala Aldo Moro di Palazzo di Montecitorio.
Dopo la presentazione in anteprima ad EXPO 2015 e vari incontri sul territorio Bernardino Ragni, biologo dell’ambiente, ha presentato alla Camera dei deputati il suo saggio: “Wildlife economy – Nuovo Paleolitico, ovvero mettere a frutto una materia prima abbondante e rinnovabile”, incentrando la discussione in modo particolare sulla gestione della fauna selvatica nel quadro di una innovativa visione di economia sostenibile.

A presiedere l’iniziativa, Marina Sereni, Vicepresidente della Camera dei Deputati: “Abbiamo voluto presentare questo saggio – ha spiegato, introducendo la conferenza – per avviare un’interlocuzione nel luogo in cui non solo si fanno le leggi ma anche dove si impostano le politiche e si programmano scelte che influenzano economia e ambiente”. Il saggio sulla Wildlife Economy di Bernardino Ragni, d’altra parte, rappresenta anche una provocazione culturale: “Lo studio del professor Ragni è molto intrigante – ha aggiunto l’on. Sereni –, è un modo per mettere davanti ai nostri occhi una risorsa che noi non consideriamo mai, che invece è naturale, tendenzialmente illimitata e sicuramente rinnovabile. Una risorsa che può essere messa a frutto dal punto di vista economico attraverso una gestione sostenibile e intelligente. E’ quindi anche un modo per tenere insieme chi pratica lo sport della caccia e chi è preoccupato per la conservazione delle risorse naturali, per superare scontri ideologici tra cacciatori e ambientalisti. Si tratta di un’idea innovativa che può diventare interessante dal punto di vista economico per molte aree rurali del nostro Paese che sono state abbandonate e non sono più coltivate”.
E proprio sulle possibili applicazioni della filosofia-progetto al territorio nazionale è intervenuto Andrea Sisti, agronomo, presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali (CONAF) e della Asociacion Mundial de los Ingenieros Agronomas – World Association of the Agronomists (AMIA-WAA): “Negli ultimi venti anni, molti terreni agricoli sono stati abbandonati sul territorio nazionale, è opportuno discutere in maniera più assidua su come dare funzioni nuove a questi luoghi, coniugando le nuove tecnologie con la conoscenza e formando i nuovi ricercatori in un crogiuolo nuovo, meno settoriale”.

Francesco Bongiovanni Dirigente Ufficio Produzioni animali Mipaaf, ha quindi messo in evidenza le questioni legate alla legislazione vigente sulla caccia: “Dopo un quarto di secolo sarebbe il caso di riprendere a ragionare sulla Legge 157: in questo lasso di tempo molti sono stati i cambiamenti, alcune specie sono aumentate a dismisura altre diminuite. Il lupo e il cinghiale, nell’ottica della Wildlife Economy da problema potrebbero diventare risorsa”.
Chiara Braga Componente della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della Camera dei deputati, ha sottolineato invece il legame con l’attualità del dibattito sui temi dell’uso sostenibile delle risorse e dell’economia circolare: “Questo testo fornisce molte sollecitazioni anche in relazione a nuove norme che il Parlamento ha recentemente approvato. Mi riferisco in particolare al cosiddetto Collegato ambientale nel quale abbiamo previsto che vengano remunerati coloro che producono servizi a tutela della biodiversità e anche le attività qui illustrate possono rientrare all’interno di questa definizione”.
In conclusione, Massimo Fiorio Vice Presidente della XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati, ha evidenziato: “Questo libro è solo un primo passo per ripensare al nostro modello economico in modo alternativo: una rivoluzione che potrebbe iniziare sui territori regionali, partendo da situazioni esemplari, magari a partire da un censimento dell’esistente e dei fenomeni faunistici in atto”.
In sala, invitati a partecipare, rappresentanti di Enti pubblici, Associazioni Agricoltori, Associazioni Venatorie, Associazioni Ambientaliste, altri stakeholder nel campo agro-alimentare, agro-ambientale, agri-turistico.

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